Domenica 1 Aprile 2012 toccherà ad un'altro allenatore emergente ed ironia della sorte sarà proprio sulla panchina interista. Parliamo di Andrea Stramaccioni, romano di 36 anni, subentrato a Claudio Ranieri qualche giorno fa.
Stramaccioni diventa così il terzo allenatore dell'Inter quest'anno dopo Gasperini e Ranieri appunto e in bacheca ha già un trofeo importante, la Next Generation Series vinta con la primavera neanche una settimana fa sconfiggendo l'Ajax ai calci di rigore. Andrea, come primi incarichi, passa per un quinquennio di Allievi della Roma per poi approdare all'Inter "rifiutando" la panchina dell'Italia under 17 gentilmente offerta da Arrigo Sacchi.
Qualche giornata di assestamento e subito la sua Inter comincia a macinare gioco e vittorie fino alla conquista della "Champion's dei giovani".
Preparato, umile, maniacale e "psicologo" di Stramaccioni si dice tanto: che ricorda Mourinho, che è il nuovo Guardiola, che gioca col 4-3-3 o col 4-3-1-2, che non è un traghettatore e che ha preparato circa 40 schemi sui calci piazzati, sua particolare mania.
L'Inter del dopo Mourinho ha visto tanti tecnici bravi e preparati ma non ha più avuto una sua identità e proprio il patron Moratti ha chiesto al giovanissimo tecnico di ritrovare una propria identità e di portare entusiasmo per centrare l'obiettivo terzo posto che dista tanti, troppi punti.
Nove partite, nove finali come si dice in gergo.
E' sempre bello vedere giovanissimi allenatori alle prime armi nei "grandi" e si spera non sia solo una cometa destinata a spegnersi tra nove partite ma una stella capace di brillare per molto tempo.
