venerdì 13 luglio 2012

Focus Sampdoria

Incassati i "NO" pieni di ringraziamenti da parte di Benitèz e Pochettino, la Sampdoria è tornata a volare basso ed a progettare una risalita graduale verso i quartieri che merita. Per questo motivo si è affidata a Ciro Ferrara, ex CT dell'Under21 alla prima grande esperienza in un club se escludiamo la breve parentesi alla Juve.
Dopo un anno di purgatorio tra moltissime difficoltà e le gioie della promozione ottenuta ai play-off, la dirigenza ha deciso di intraprendere una nuova strada. Ringiovanimento della rosa tramite una guida ed un gioco di qualità che si spera Ferrara possa importare sin dai primi giorni di ritiro.
Il nuovo allenatore ha le idee chiare, vuole partire con il 4-3-3.
In porta sicuramente sarà Romero a difendere la squadra che finalmente può confrontarsi con una realtà importante come la Serie A.
La difesa, a prima vista, è forse il reparto che necessita di un acquisto di qualità ma comunque un' ipotetica linea a 4 potrebbe essere formata da Berardi a destra, Gastaldello e Rossini centrali ed a sinistra Costa. E' sicuramente il reparto che offre meno garanzie sulla carta e a completare il roster ci sono Mustafi, Laczko, Castellini e Volta anche se quest'ultimo sembra in partenza.
A centrocampo invece, seguendo una linea di 3 centrocampisti, potrebbero partire Obiang come regista basso, ai suoi lati Renan e Tissone oppure Munari. Questo reparto è indubbiamente il più giovane e, apparentemente, ci sarebbe bisogno di un solo acquisto per renderlo competitivo. A completare la mediana ci sono Soriano, Krsticic, Sampietro, Gentsoglou.
In attacco, Ferrara può fare affidamento su Edèr, Maxi Lopez, Pozzi, Juan Antonio e Icardi.
Ad oggi la rosa andrebbe rinforzata con qualche acquisto, specialmente in difesa che è la stessa che ha sofferto più del dovuto in serie B. A centrocampo si parla di Migliaccio che garantirebbe qualità ed esperienza, mentre per l'attacco i nomi di Jonathan e Guidetti guidano la lista dei desideri di Sensibile.
Un dato importante emerge dai giocatori non convocati per il ritiro, il cui numero raggiunge quasi quello di una rosa completa ovvero ben 19 giocatori. Bertani, Bianco, Foti, Maccarone, Cacciatore, Padalino, Poli, Piovaccari, Palombo e Semioli per citarne alcuni. Le eventuali cessioni porterebbero in casa Samp un tesoretto da investire nella ricerca di qualche giocatore da "cambio di marcia".


giovedì 5 luglio 2012

Focus Inter

Proviamo a studiare l'Inter che verrà tenendo conto che le operazioni di mercato in entrata e in uscita non sono ancora concluse, ma anzi potrebbero ancora garantire ancora qualche sorpresa.
La politica del presidente Moratti è stata chiara fin dai primi giorni di mercato, ovvero liberarsi di molti ingaggi pesanti anche a costo di svendere giocatori chiave negli ultimi anni,concedendo in molti casi la rescissione consensuale, di fatto "regalando" il cartellino ai giocatori.
Non ci saranno più sicuramente Lucio e Forlan ma a fargli compagnia presto ci saranno Julio Cesar, Maicon e Stankovic.
Stramaccioni dunque avrà a disposizione un mix di giovani e giocatori "maturi" ma non avanti con l'età.
In porta ci sarà Handanovic ed il suo vice sarà Castellazzi.
La difesa sembra il reparto che necessita di qualche entrata in più, ma per ora conta la probabile difesa titolare con Zanetti a destra, la coppia centrale Samuel e Silvestre ed a sinistra probabilmente Nagatomo.
Le voci di mercato parlano di Kolarov o Cissokho per la sinistra e sarebbero un'ottimo acquisto. A completare il reparto ci sono i giovani Juan Jesus, Ranocchia, il veterano Chivu, Jonathan ed il baby Bianchetti, con ottime prospettive.
Il centrocampo sembra essere il reparto più interessante e con maggiori potenzialità. L'idea di Stramaccioni è quella di partire con 2 giocatori a specchio della difesa o eventualmente schierare un centrocampo a 3 e Guarìn, Cambiasso, Poli e Obi offrono garanzie. Sul fronte mercato l'ingresso di Mudingayi in rosa pare essere cosa certa e Branca monitora la situazione Lucas con estrema attenzione. Avendo in rosa Snejider è praticamente necessario schierarlo trequartista dietro agli attaccanti, con Alvarez pronto ad entrare ed il reparto offensivo comprenderà Milito come punta centrale e Longo o Destro come giovani in rampa di lancio; Palacio e Coutinho completano il pacchetto offensivo come esterni alti. Pazzini invece sembra in partenza, recentemente però ha rifiutato un'offerta da 13 milioni di euro dallo Spartak Mosca.
Probabilmente ci sarà qualche acquisto entro in 31 agosto ma non dimentichiamo che la primavera dell'Inter è fresca detentrice dello scudetto e non mi sorprenderei se qualche giovane venisse integrato regolarmente in prima squadra.

PRO : Difesa - Solida se supportata dal centrocampo, forte fisicamente.
Centrocampo - Dinamico e propositivo.
Attacco - Veloce ( Coutinho, Palacio, Snejider, Alvarez )

CONTRO : Difesa - Troppo lenta, specialmente centralmente. Se attaccata centralmente o in spazi larghi soffre moltissimo
Centrocampo : Inesperto ( eccezione Cambiasso )
Attacco - Imprevedibile; bisogna auspicarsi un miglioramento di Coutinho e la continuità di Milito.

1 Variante 4-3-1-2

2 Variante 4-2-3-1

venerdì 30 marzo 2012

Chi è Andrea Stramaccioni?



Era l'11 Settembre 2011 e Palermo-Inter finì 4-3 per i rosanero i quali portavano in dote una novità non proprio indifferente: l'esordio di Devis Mangia, ormai ex-allenatore della primavera palermitana.
Domenica 1 Aprile 2012 toccherà ad un'altro allenatore emergente ed ironia della sorte sarà proprio sulla panchina interista. Parliamo di Andrea Stramaccioni, romano di 36 anni, subentrato a Claudio Ranieri qualche giorno fa.
Stramaccioni diventa così il terzo allenatore dell'Inter quest'anno dopo Gasperini e Ranieri appunto e in bacheca ha già un trofeo importante, la Next Generation Series vinta con la primavera neanche una settimana fa sconfiggendo l'Ajax ai calci di rigore. Andrea, come primi incarichi, passa per un quinquennio di Allievi della Roma per poi approdare all'Inter "rifiutando" la panchina dell'Italia under 17 gentilmente offerta da Arrigo Sacchi.
Qualche giornata di assestamento e subito la sua Inter comincia a macinare gioco e vittorie fino alla conquista della "Champion's dei giovani".
Preparato, umile, maniacale e "psicologo" di Stramaccioni si dice tanto: che ricorda Mourinho, che è il nuovo Guardiola, che gioca col 4-3-3 o col 4-3-1-2, che non è un traghettatore e che ha preparato circa 40 schemi sui calci piazzati, sua particolare mania.
L'Inter del dopo Mourinho ha visto tanti tecnici bravi e preparati ma non ha più avuto una sua identità e proprio il patron Moratti ha chiesto al giovanissimo tecnico di ritrovare una propria identità e di portare entusiasmo per centrare l'obiettivo terzo posto che dista tanti, troppi punti.
Nove partite, nove finali come si dice in gergo.
E' sempre bello vedere giovanissimi allenatori alle prime armi nei "grandi" e si spera non sia solo una cometa destinata a spegnersi tra nove partite ma una stella capace di brillare per molto tempo.

giovedì 16 febbraio 2012

La vittoria italiana

Giornali, Televisioni e siti internet hanno adorato a livelli biblici la prestazione del Milan di ieri sera contro l'Arsenal, una venerazione più che meritata.
La squadra di Allegri ha disputato una partita impeccabile, imbrigliando i Gunners e sfruttando il proprio potenziale offensivo e punendo, in alcune circostanze in maniera anche fortunosa, gli inglesi di cui non si ha notizia nei 90' minuti di gioco.
Da una parte la "partita perfetta" dei rossoneri, dall'altra la non-partita degli uomini di Wenger.
Allegri ha schierato Antonini per contenere le sfuriate di Walcott e ha cercato di centralizzare il gioco, costringendo l'Arsenal a non fare il suo gioco abituale fatto di continue sovrapposizioni e verticalizzazioni sugli esterni, ed il tecnico alsaziano aveva già ipotizzato una simile strategia tanto da schierare Rosicky sulla fascia sinistra al posto dello scalpitante Chamberlain, scelta fallimentare.
Complici la serata negativa di tutto il centrocampo biancorosso, un pressing ragionato del Milan e una condizione fisica non accettabile, l'Arsenal ha subito 4 reti e potevano essere anche di più; la squadra non è ultima a disattenzioni tattico-caratteriali quest'anno, vedi l'8-2 subito a Manchester contro lo United.
Wenger poi lamenta una condizione del terreno di gioco, specialmente sulle fasce, non idonea alla Champion's League e come dargli torto viste le condizioni del campo sugli esterni; che sia stata fatta una rizollatura mirata? Tralasciando questo infimo particolare, lodiamo la prestazione del Milan che consegna agli annali del calcio una prestazione superlativa che mette una seria ipoteca per il passaggio del turno e che da a Wenger una lezione forse mai così grande; sarà capace il tecnico, ma sopratutto la squadra, di rialzarsi in vista del ritorno tra due settimane e di portare a termine, in maniera positiva, le due strade ancora percorribili dai Gunners ovvero Campionato ed FA Cup? Molti danno l'addio del tecnico come cosa certa a fine stagione ma i testardi sono duri a morire, e lui è uno di questi.
Questa debacle segna una sconfitta per il calcio inglese, la punta dell'iceberg di una crisi che ha radici profonde nell'attuale condizione della Premier, fatta di debiti e razzismo,  che si allunga fino alle deludenti performance europee che vedono solo due squadre ancora impegnate nella competizione regina ma che presto saranno una se non addirittura zero.

mercoledì 1 febbraio 2012

Roma Futura

La dirigenza giallorossa continua nel suo progetto del bel calcio con il comandante Luis Enrique e sceglie di sfoltire una rosa troppo ampia; sono andati via Borriello, Okaka, Pizarro, Barusso, Caprari e Antunes ai quali potrebbe aggiungersi molto presto Cicinho visto che il mercato brasiliano termina a fine Febbraio.
Sul fronte delle entrate invece si registra solo l'acquisto di Marquinho, centrocampista 25enne proveniente dalla Fluminense; dotato di grande duttilità e di buonissima tecnica, il brasiliano è capace di ricoprire molteplici ruoli tra la difesa e l'attacco ed è molto abile negli inserimenti e dunque sarà una pedina più che utile nello scacchiere di Luis Enrique che cercherà in questi sei mesi di integrarlo nel calcio italiano e nella sua filosofia di gioco.
Tutto qui? Non si direbbe proprio visto che la società ha operato tanto in entrata, ma a livelli ed esposizioni mediatiche decisamente minori. Sono arrivati tante piccole speranze come il 16enne Alexis Ferrante proveniente dal Piacenza, Nico Lopez che di caratteristiche lo facciamo il figlio di Filippo Inzaghi per la sua conoscenza dell'area di rigore, a giugno arriverà Ezequiel Cirigliano, classe 1992 come Lamela, dal River Plate che ha espressamente richiesto di trattenerlo per i prossimi sei mesi per cercare la risalita nella serie maggiore argentina e Faouzi Ghoulam, classe 1991 dal Saint-Etienne, che per via di questioni di budget si aggregherà, salvo imprevisti, anch'egli a giugno.
Walter Sabatini sta lavorando per altri due argentini del River Plate, Ocampos e Pezzella, ma i veri rinforzi arriveranno nel reparto difensivo che necessità di terzini abili in spinta e qualità, il sogno è Isla, e di centrali in grado di saper impostare la manovra tanto cara al tecnico Asturiano, see you soon project Roma.

martedì 31 gennaio 2012

Mercato soddisfacente?

Poche ore fa si è conclusa la sessione invernale del calciomercato e tra un affare concluso e un altro, si tirano le somme.
Partiamo dalla capolista Juventus che ha notevolmente sfoltito il suo pacchetto di attaccanti spedendo Toni in Qatar, Iaquinta al Cesena e Amauri alla Fiorentina ed a questi si aggiungono Pazienza accasatosi all'Udinese e Motta al Catania. In entrata invece Borriello, Padoin e Martin Caceres oltre al giovanissimo e promettente Bouy in scadenza di contratto con l'Ajax.
Passiamo al Milan e nella casella delle entrate si segnano i nomi di Maxi Lopez, Muntari, Mesbah ed i rientranti Strasser e Merkel dai rispettivi prestiti; in uscita il solo Taiwo finito al QPR.
L'Inter invece ha aspettato sino all'ultimo giorno per rinforzare la squadra e sono arrivati Palombo dalla Samp, Guarin dal Porto e Juan dall'Internacional, anche se su quest'ultimo ci sono alcune perplessità.
Le squadre più attive sul mercato sono state indubbiamente il Genoa e la Fiorentina che hanno messo a segno colpi importanti come Gilardino, Belluschi, De Silvestri e Biondini per i rossoblù mentre per la "Viola" i vari Amauri, El Hamdaoui, Mesto e Olivera.

A chi lo scettro di regina del mercato?

venerdì 20 gennaio 2012

Il Faraone scalza Pippo

Sembra il titolo di un fumetto ma invece è quello che sta succedendo, oppure è già successo nella mente di Allegri, in casa Milan. Dopo l'infortunio di Pato che ne avrà per un mese, la ottima prova in Coppa Italia ed il buon ingresso nel Derby contro l'Inter, Stephan El Sharaawy sembra aver cambiato le gerarchie a Milanello.
Attaccante classe '92, dotato di una tecnica sopraffina, è stato acquistato in comproprietà dal Genoa quest'estate per 8 milioni di euro, soldi investiti più che bene.
Il "Faraone", così viene chiamato per la sua acconciatura, è un talento che il nostro calcio deve valorizzare, e i recenti fatti sembrano andare a favore del baby-italiano; uno che sicuramente ne trarrà  più danni che profitti è Filippo Inzaghi che a 39 anni suonati ha ancora tanta voglia di giocare, ma nel Milan a queste condizioni? Non più purtroppo perchè nella mente di Allegri, con il suo reparto offensivo al completo, SuperPippo occupa la sesta piazza dopo Ibrahimovic, Cassano, Pato, Robinho ed El Sharaawy. Il Campione del Mondo è stato escluso dalla lista Champion's per la prima fase e non sembra abbia molte possibilità di entrare in quella di Febbraio.
Quale futuro attende SuperPippo dunque? Un futuro nel PSG del suo mentore Ancelotti oppure dove? Nel frattempo Allegri si può godere il suo "Faraone".

martedì 10 gennaio 2012

Is that Enough?


E'abbastanza? così Thierry Henry esulto dopo il suo gol numero 191 con la maglia dell'Arsenal a Wigan con una splendida punizione.
Da lì in poi continuò a segnare fino a fermarsi nel 2007 a quota 226 con la maglia dei Gunners; prese una delle decisioni più difficili della sua vita quell'anno, ovvero lasciò Londra.
Emigrò verso Barcellona perchè tirava una cattiva aria nella capitale e le situazioni all'interno del club non erano delle più rosee, con Wengèr non più sicuro del suo posto da allenatore.
Dunque decise di volare verso Barcellona e furono tre anni ricchi di trionfi e di trofei che mancavano al giocatore come la Champion's, sfumata proprio con l'Arsenal in finale contro i blaugrana nel 2006.
Dopo la sua esperienza in Liga decise di testare in nuovo calcio della Major League Soccer, il campionato americano: firmò con i New York Red Bull's.
Una carriera di altissimo livello, trofei e onoreficenze vinte in quasi ogni competizione da lui giocata, una classe e una tempra che pochi hanno nel mondo del calcio e una dedizione per questo sport unica, questo è Thierry Henry.
Fine carriera negli Stati Uniti a prendere palate di soldi voi pensate, e invece no perchè il grande giocatore ha ancora fame e vuole tornare dove ha lasciato più di un pezzo del suo cuore, nella tana dei Gunners. Dagli ultimi di Novembre si allena regolarmente con la squadra e parla con il suo grande mentore, Arsène Wenger. L'Alsaziano lo vede in buona forma e con la testa giusta e il sogno di corona il 5 Gennaio 2012 quando viene ufficializzato il prestito per 2 mesi. Finita qui? nemmeno per sogno; 5 giorni dopo la sua firma arriva il Leeds all'Emirates per la FA Cup e la partita, come spesso accade ultimamente, è dominata dai "cannonieri" vestiti di bianco-rosso che però non riescono a sbloccare la partita ma ci pensa proprio lui a 10 minuti dal suo ingresso in campo seguito da un ovazione da brividi a raccogliere un assist di Song e a piazzare nell'angolo opposto come solo lui sa fare. E'l'inizio del miracolo, Henry esplode di gioia ed esulta come se fosse una finale di coppa, corre e va ad abbracciare il suo secondo padre Arsène che non può fare altro che applaudire e probabilmente rivivere quelle emozioni degli anni d'oro dei Gunners che si spera di rivedere al più presto, ma per ora godiamoci Henry ancora per 2 mesi. Once a Gunner, Always a Gunner.


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