Attualmente a 4 punti, virtualmente in testa al campionato.
Questa è l'Atalanta di Colantuono che dopo il pareggio di Genova per 2-2 ha sconfitto prima Palermo, poi Lecce ed infine Novara, quest'ultime dirette concorrenti per la salvezza.
I bergamaschi sono partiti con cinque punti di penalità per via dello scandalo "calcioscommesse" di quest'estate ed hanno perso lo storico capitano Cristiano Doni, squalificato per 3 anni.
A seguire a 8 punti ci sono Juventus e Udinese, con i friuliani che stanno passando un ottimo momento di forma in vista dell'Europa League che li terrà impegnati mentalmente e fisicamente per molto tempo mentre la squadra di Conte non da segni di continuità, per ora, visti gli ultimi due pareggi con Bologna e Catania. A seguire un gruppone a 7 punti che coinvolge sei squadre e via via tutte le altre.
Milan, Roma e Lazio a 5 punti e l'Inter a 4; le grandi stentano attualmente e nessuna squadra sembra avere la marcia in più per incominciare una "minifuga".
Classifica molto corta dunque ma ci si aspetta il ritorno di Milan ed Inter, la conferma del Napoli e le "sorprese" Juventus,Lazio e Udinese; e'ancora troppo presto per delineare una leader di questo campionato, bisognerà attendere qualche mese ma per ora il primato, sul campo, è dell'Atalanta.
lunedì 26 settembre 2011
venerdì 23 settembre 2011
Parla Gasperini
Si sfoga l'ormai ex-allenatore dell'Inter e tramite un quotidiano fa sapere quali sono state le incongruenze e i misteri della sua nomina ad allenatore della squadra ora di Claudio Ranieri.
Gasperini afferma che più e più volte ha riferito ai dirigenti nerazzurri quali erano le sue intenzioni tattiche ed il suo tanto famoso modulo, il 3-4-3; nonostante ciò la società non ha fatto nulla per aiutare l'ex allenatore, anzi lo hanno messo ancora più in difficoltà.
"Volevo che Eto'o rimanesse, se c'era poco da spendere si potevano ricavare i soldi dalle cessioni di Sneijder, Pandev, Santon, Muntari e Mariga".
Con il giocatore olandese non c'era alcuna questione di antipatia o altro, era solo un "plus" che Gasp non sapeva come gestire, non sapeva dove metterlo in campo in pratica.
La rigidità tattica e la testardaggine sono qualità ben note di Gasperini che solo per sfinimento alla fine ha provato la difesa a quattro, con scarsi risultati.
"Volevo Palacio e Lavezzi"; si è ritrovato con Forlàn e Zarate.
Ancora una volta la società non è venuta incontro all'allenatore lasciandolo nel calderone delle critiche come già era successo con Benitèz. A mio avviso il mercato non va fatto dalla società ma in comune accordo e con attente riflessioni in collaborazione con l'allenatore altrimenti i prossimi ad andare in panchina saranno i presidenti, anche se alcuni sembrano già operativi da quel punto di vista.
Gasperini afferma che più e più volte ha riferito ai dirigenti nerazzurri quali erano le sue intenzioni tattiche ed il suo tanto famoso modulo, il 3-4-3; nonostante ciò la società non ha fatto nulla per aiutare l'ex allenatore, anzi lo hanno messo ancora più in difficoltà.
"Volevo che Eto'o rimanesse, se c'era poco da spendere si potevano ricavare i soldi dalle cessioni di Sneijder, Pandev, Santon, Muntari e Mariga".
Con il giocatore olandese non c'era alcuna questione di antipatia o altro, era solo un "plus" che Gasp non sapeva come gestire, non sapeva dove metterlo in campo in pratica.
La rigidità tattica e la testardaggine sono qualità ben note di Gasperini che solo per sfinimento alla fine ha provato la difesa a quattro, con scarsi risultati.
"Volevo Palacio e Lavezzi"; si è ritrovato con Forlàn e Zarate.
Ancora una volta la società non è venuta incontro all'allenatore lasciandolo nel calderone delle critiche come già era successo con Benitèz. A mio avviso il mercato non va fatto dalla società ma in comune accordo e con attente riflessioni in collaborazione con l'allenatore altrimenti i prossimi ad andare in panchina saranno i presidenti, anche se alcuni sembrano già operativi da quel punto di vista.
mercoledì 21 settembre 2011
Ciao Gasp
Fatale la sconfitta di ieri sera dell'Inter in casa del Novara per 3a1 e a farne le spese è stato Gasperini, incapace di non aver mai avuto in mano la squadra per questi mesi.
Per la squadra di Moratti è il terzo allenatore in meno di un anno e questo è un dato abbastanza allarmante: l'Inter soffre di sindrome "post-Mourinho", ormai è certo.
Dopo la vittoria di Madrid prima Benitèz, poi Leonardo ed infine Gasperini non sono riusciti a riportare la squadra sulla via della vittoria, ormai sazia dopo l'annata trionfante del portoghese.
Ad oggi si è capito che la squadra ha bisogno di un motivatore più che di un allenatore, di uno che preferisca motivare i giocatori a dare il meglio piuttosto che metterli in campo ed insistere su moduli "ad personam" e tattiche. I giocatori appaiono svogliati, inferiori a livello psico-fisico a qualunque squadra e quasi chiedendosi "ma io sto giocando?".
Al Gasp si possono attribuire molte colpe ed è giusto così ma la squadra si sta comportando come un bimbo a cui hanno sottratto il giocattolo preferito e questo comportamento è inqualificabile per una squadra di caratura mondiale come l'Inter.
Esattamente un anno fa la squadra non seguiva l'allenatore, come se fosse una scusante o lecito permettersi di non seguire il proprio allenatore, poi Leonardo tra alti e bassi ed infine Gasperini con la casella dei punti in quattro partite ufficiali ferma a uno.
Ogni allenatore ha le sue colpe ma la squadra sta facendo i capricci e per Moratti ora si aprono due strade : affidare la squadra ad una soluzione interna guidata da Beppe Baresi o puntare su un altro allenatore?
lunedì 19 settembre 2011
Ma le milanesi?
Due giornate, due punti; Inter e Milan sono appaiate entrambe ad un punto e Milano per ora lascia spazio a Torino, Napoli e Udine.
Quando Mourinho parlava di "prostituzione intellettuale" e si riferiva alle critiche costanti nei confronti dell'Inter, aveva ragione; quando l'Inter perde o non fa risultato la stampa si mobilita per mettere sulla graticola l'allenatore mentre in casa dei cugini la disfatta di Napoli, netta, viene vista come una sconfitta di inizio campionato e la storia finisce lì. Gasperini ora rischia ma a parità di risultati in quest'inizio di campionato Allegri non è da meno.
Milano "diesel" dunque e Torino e Napoli già a +5, cinque punti che peseranno nell'economia del campionato.
Tra le due la più accreditata per via dei minori impegni è sicuramente la Juventus che con Antonio Conte sembra aver trovato la giusta dimensione e lo spirito che mancavano da tempo grazie anche ad una campagna acquisti mirata alle esigenze dell'allenatore, un esempio di collaborazione, pianificazione e intesa.
Napoli vive in cima al Vesuvio, galvanizzati dall'ottimo pareggio di Manchester e dalla vittoria di ieri sera, con un organico più completo e più competitivo potrà benissimo puntare allo scudetto ma non sarà facile con tre impegni almeno fino a Gennaio.
A sei punti ci sono anche le rivelazioni Cagliari e, non tanto, Udinese per ora cenerentole del campionato che si godono la vista dall'alto.
Quando Mourinho parlava di "prostituzione intellettuale" e si riferiva alle critiche costanti nei confronti dell'Inter, aveva ragione; quando l'Inter perde o non fa risultato la stampa si mobilita per mettere sulla graticola l'allenatore mentre in casa dei cugini la disfatta di Napoli, netta, viene vista come una sconfitta di inizio campionato e la storia finisce lì. Gasperini ora rischia ma a parità di risultati in quest'inizio di campionato Allegri non è da meno.
Milano "diesel" dunque e Torino e Napoli già a +5, cinque punti che peseranno nell'economia del campionato.
Tra le due la più accreditata per via dei minori impegni è sicuramente la Juventus che con Antonio Conte sembra aver trovato la giusta dimensione e lo spirito che mancavano da tempo grazie anche ad una campagna acquisti mirata alle esigenze dell'allenatore, un esempio di collaborazione, pianificazione e intesa.
Napoli vive in cima al Vesuvio, galvanizzati dall'ottimo pareggio di Manchester e dalla vittoria di ieri sera, con un organico più completo e più competitivo potrà benissimo puntare allo scudetto ma non sarà facile con tre impegni almeno fino a Gennaio.
A sei punti ci sono anche le rivelazioni Cagliari e, non tanto, Udinese per ora cenerentole del campionato che si godono la vista dall'alto.
lunedì 12 settembre 2011
Un martedì da Champion's
La nuova stagione è appena incominciata e subito entra in scena la massima competizione europea per club.
Domani iniziano le fasi a gironi e la partita di cartello è la sfida tra Barcellona e Milan, un esordio con i fiocchi per i rossoneri.
I blaugrana vengono dal sofferto pareggio di San Sèbastian contro la Real Sociedad, non proprio una corazzata, e dovranno fare a meno di Alexis Sanchez per almeno 2 mesi causa un infortunio agli adduttori mentre il Milan è reduce dallo spettacolare 2a2 a San Siro con la Lazio ma bisogna fare delle precise puntualizzazioni; la squadra di Allegri si riaffaccia all'Europa dopo l'eliminazione dello scorso anno da parte del Real Madrid ma la squadra è rimasta praticamente la stessa, con le aggiunte di Aquilani e Mexès che sicuramente non fanno fare il salto di qualità in Europa. Dovendo poi contare con "l'allergia dalle orecchie lunghe" di Ibra, il periodo infelice di Pato e un Robinho infortunato rimane il solo Cassano che a livello europeo deve dimostrare ancora molto.
Sarà una sfida importante e significativa per entrambe le parti, il Milan avrà la possibilità di mostrarsi alla squadra più forte del mondo e il Barcellona di affrontare una squadra di livello, peraltro già incontrata quest'estate uscendone sconfitta.
Da segnalare nel martedì di Champion's a mio avviso la sfida tra i campioni di Germania del Borussia Dortmund e il "nuovo" Arsenal, due squadre che giocano un ottimo calcio ma che non stanno attraversando un periodo di forma eccellente nei rispettivi campionati e il match tra il Chelsea di Villas-Boas e il Bayer Leverkusen imbottito di giovani promesse.
Domani iniziano le fasi a gironi e la partita di cartello è la sfida tra Barcellona e Milan, un esordio con i fiocchi per i rossoneri.
I blaugrana vengono dal sofferto pareggio di San Sèbastian contro la Real Sociedad, non proprio una corazzata, e dovranno fare a meno di Alexis Sanchez per almeno 2 mesi causa un infortunio agli adduttori mentre il Milan è reduce dallo spettacolare 2a2 a San Siro con la Lazio ma bisogna fare delle precise puntualizzazioni; la squadra di Allegri si riaffaccia all'Europa dopo l'eliminazione dello scorso anno da parte del Real Madrid ma la squadra è rimasta praticamente la stessa, con le aggiunte di Aquilani e Mexès che sicuramente non fanno fare il salto di qualità in Europa. Dovendo poi contare con "l'allergia dalle orecchie lunghe" di Ibra, il periodo infelice di Pato e un Robinho infortunato rimane il solo Cassano che a livello europeo deve dimostrare ancora molto.
Sarà una sfida importante e significativa per entrambe le parti, il Milan avrà la possibilità di mostrarsi alla squadra più forte del mondo e il Barcellona di affrontare una squadra di livello, peraltro già incontrata quest'estate uscendone sconfitta.
Da segnalare nel martedì di Champion's a mio avviso la sfida tra i campioni di Germania del Borussia Dortmund e il "nuovo" Arsenal, due squadre che giocano un ottimo calcio ma che non stanno attraversando un periodo di forma eccellente nei rispettivi campionati e il match tra il Chelsea di Villas-Boas e il Bayer Leverkusen imbottito di giovani promesse.
Iscriviti a:
Post (Atom)
..notizie, suggerimenti ed esclusive dal mondo del calcio..