Si sfoga l'ormai ex-allenatore dell'Inter e tramite un quotidiano fa sapere quali sono state le incongruenze e i misteri della sua nomina ad allenatore della squadra ora di Claudio Ranieri.
Gasperini afferma che più e più volte ha riferito ai dirigenti nerazzurri quali erano le sue intenzioni tattiche ed il suo tanto famoso modulo, il 3-4-3; nonostante ciò la società non ha fatto nulla per aiutare l'ex allenatore, anzi lo hanno messo ancora più in difficoltà.
"Volevo che Eto'o rimanesse, se c'era poco da spendere si potevano ricavare i soldi dalle cessioni di Sneijder, Pandev, Santon, Muntari e Mariga".
Con il giocatore olandese non c'era alcuna questione di antipatia o altro, era solo un "plus" che Gasp non sapeva come gestire, non sapeva dove metterlo in campo in pratica.
La rigidità tattica e la testardaggine sono qualità ben note di Gasperini che solo per sfinimento alla fine ha provato la difesa a quattro, con scarsi risultati.
"Volevo Palacio e Lavezzi"; si è ritrovato con Forlàn e Zarate.
Ancora una volta la società non è venuta incontro all'allenatore lasciandolo nel calderone delle critiche come già era successo con Benitèz. A mio avviso il mercato non va fatto dalla società ma in comune accordo e con attente riflessioni in collaborazione con l'allenatore altrimenti i prossimi ad andare in panchina saranno i presidenti, anche se alcuni sembrano già operativi da quel punto di vista.
Il modello giusto è quello inglese, dove l'allenatore è un vero e proprio manager. A cosa servano tanti direttori tecnici, direttori sportivi e responsabili di mercato non l'ho mai capito.
RispondiEliminaFerguson,Wenger,Villas-Boas,Guardiola...veri Manager!
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