martedì 10 gennaio 2012

Is that Enough?


E'abbastanza? così Thierry Henry esulto dopo il suo gol numero 191 con la maglia dell'Arsenal a Wigan con una splendida punizione.
Da lì in poi continuò a segnare fino a fermarsi nel 2007 a quota 226 con la maglia dei Gunners; prese una delle decisioni più difficili della sua vita quell'anno, ovvero lasciò Londra.
Emigrò verso Barcellona perchè tirava una cattiva aria nella capitale e le situazioni all'interno del club non erano delle più rosee, con Wengèr non più sicuro del suo posto da allenatore.
Dunque decise di volare verso Barcellona e furono tre anni ricchi di trionfi e di trofei che mancavano al giocatore come la Champion's, sfumata proprio con l'Arsenal in finale contro i blaugrana nel 2006.
Dopo la sua esperienza in Liga decise di testare in nuovo calcio della Major League Soccer, il campionato americano: firmò con i New York Red Bull's.
Una carriera di altissimo livello, trofei e onoreficenze vinte in quasi ogni competizione da lui giocata, una classe e una tempra che pochi hanno nel mondo del calcio e una dedizione per questo sport unica, questo è Thierry Henry.
Fine carriera negli Stati Uniti a prendere palate di soldi voi pensate, e invece no perchè il grande giocatore ha ancora fame e vuole tornare dove ha lasciato più di un pezzo del suo cuore, nella tana dei Gunners. Dagli ultimi di Novembre si allena regolarmente con la squadra e parla con il suo grande mentore, Arsène Wenger. L'Alsaziano lo vede in buona forma e con la testa giusta e il sogno di corona il 5 Gennaio 2012 quando viene ufficializzato il prestito per 2 mesi. Finita qui? nemmeno per sogno; 5 giorni dopo la sua firma arriva il Leeds all'Emirates per la FA Cup e la partita, come spesso accade ultimamente, è dominata dai "cannonieri" vestiti di bianco-rosso che però non riescono a sbloccare la partita ma ci pensa proprio lui a 10 minuti dal suo ingresso in campo seguito da un ovazione da brividi a raccogliere un assist di Song e a piazzare nell'angolo opposto come solo lui sa fare. E'l'inizio del miracolo, Henry esplode di gioia ed esulta come se fosse una finale di coppa, corre e va ad abbracciare il suo secondo padre Arsène che non può fare altro che applaudire e probabilmente rivivere quelle emozioni degli anni d'oro dei Gunners che si spera di rivedere al più presto, ma per ora godiamoci Henry ancora per 2 mesi. Once a Gunner, Always a Gunner.


1 commento:

  1. Una splendida storia di calcio, un professionista formidabile ed una classe invidiabile. Henry non è dell'Arsenal né di alcun altro club al mondo, è patrimonio del calcio. Ed è, soprattutto, un giocatore che ha ancora qualcosa da dire.
    Welcome back home, King Henry!

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